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Al di là del comunismo

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COD: ISBN: 9791281106635 Categoria:

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Un vero e proprio manifesto di Filippo Tommaso Marinetti che oggi Eclettica ripropone con una prefazione di Boni Castellane che ne traccia anche i lati profetici ed attualissimi e la postfazione di Claudio Siniscalchi.

Uscì nel 1920 per le edizioni de “La testa di ferro” con i paragrafi “Il cittadino eroico”, “Scuole di coraggio”, “Gli artisti al potere”, “Le case del genio” e “La vita festa”.

Dalla prefazione di Boni Castellane

Dinamismo estetico, individualismo anarchico e arte come forza trasformativa sono le linee guida di un’idea di mondo, ancor prima che di società, ed il “superamento” di cui parla Marinetti è non solo ideologico ma ontologico, verso un nuovo assetto di libertà creativa e di valori virili. È molto moderno cogliere nell’”esasperazione del cancro burocratico” di matrice tedesca, contrapposto all’improvvisazione umana(…) Marinetti non mostra interesse per quelli che la cattedrale globalista ha sancito come “diritti delle minoranze” o “nuovi diritti” per come li intendiamo oggi, e nel suo privilegiare l’individualismo eroico e l’unità razziale italiana sopra ogni differenziazione prefigura quel nucleo realista della preminenza dei fatti sui desideri che oggi il mondo cerca di recuperare.

Dalla postfazione di Claudio Siniscalchi

È la fine di un equivoco: futurismo e bolscevismo appartengono a storie diverse e inconciliabili. Del resto, quello di Marinetti e Carli è «un bolscevismo all’acqua di rose, più letterario che politico». Il bolscevismo è rivoluzionario, diversamente dal socialismo che la rivoluzione ha deciso di metterla in soffitta. Per forgiare l’«uomo nuovo» della modernità la rivoluzione è un passaggio imprescindibile. Sarà il fascismo a metà degli anni Venti ad elaborare l’antropologia dell’«uomo nuovo»”.

Contiene anche l’articolo di Mario Carli “Il nostro bolscevismo”, 1920

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