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Alla ricerca della speranza perduta

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Perché un incontro tra esponenti di opposte fazioni di destra e di sinistra, protagoniste nei decenni passati di una guerra civile latente?
Non si tratta, per quanto concerne il dialogo istauratosi tra Preve e Tedeschi, di effettuare un’autocritica di maniera, quasi che il passato ideologico di entrambi costituisse una sorta di peccato originale esorcizzabile. I due autori, senza rinnegarle, considerano le appartenenze di origine come un patrimonio culturale il cui superamento deve essere realizzato alla luce delle tematiche contemporanee, per elaborare concetti di comune condivisione che possano avere valore filosofico veritativo. E’ una posizione del tutto diversa dallo spirito decadente che pervade oggi il mondo delle appartenenze ideologiche identitarie di destra e sinistra, riproponendo un passato mitico–ideale ormai scomparso (nel caso della destra), oppure la visione utopica di un futuro fuori della storia (nel caso della sinistra).
L’intento primario del libro è di elaborare spunti critici e argomenti di dialogo di carattere intellettuale ed etico-morale prima che politico. Di creare un modello sperimentale aperto al contributo di tutti coloro che si riconoscano in questa esigenza di resistenza al capitalismo assoluto.
Il libro si rivolge a quanti avvertono l’attuale disorientamento collettivo, dinanzi al quale le velleità di protesta generica si rivelano impotenti, ai molti che hanno smesso di sperare in un diverso avvenire, per legittima sfiducia nelle ideologie e disgusto verso il mondo del consumo globalizzato. Rappresenta una testimonianza di come sia possibile conservare la dignità della propria appartenenza e allo stesso tempo superare le contrapposizioni di destra e sinistra, oggi divenute false e strumentali proprio alla globalizzazione capitalistica.
D’altra parte, la «quarta guerra mondiale in atto nel XXI° secolo», delineata in questo libro, non è tra la destra e la sinistra, ma tra libertà–comunità–universalismo, da un lato, e schiavitù–individualismo–relativismo, dall’altro.

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