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Arditi e legionari dannunziani

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Per il fascismo e per la sua identità gli “arditi” e i “legionari” dannunziani rappresentarono, insieme al combattentismo, uno dei capisaldi, uno dei “miti” fondanti, oltre che un concreto e fondamentale elemento di affermazione; tra il 1919 e il 1922 il fascismo si impose anche grazie alle loro capacità militari e alla carica eversiva e rivoluzionaria di cui erano portatori. Ma tra Mussolini e gli indocili reduci dei reparti d’assalto e dell’impresa fiumana sarebbero poi intervenuti, al di là dell’esaltazione riservata loro dalla retorica del regime, contraddizioni e momenti di attrito, in cui i rapporti furono tutt’altro che semplici. Leggere queste pagine di Cordova, ricche e documentate, significa dunque risalire alle origini del fascismo, alle sue più profonde radici culturali e politiche, al clima sociale e “morale” dell’Italia del primo dopoguerra che contribuì a renderne possibile l’avvento. Rispetto alla sua prima edizione, questo libro non ha perso nulla della sua attualità, nulla della sua capacità di indagare, e di raccontare, uno dei movimenti di più difficile interpretazione della storia italiana.

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