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Camerati in camera

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«Camerati, in camera!»: con quest’ordine perentorio Cesare Albino Bianchi, fascista della prima ora e tenutario di bordelli nella Milano degli anni Venti, chiudeva le riunioni che si tenevano nei suoi locali.
Luoghi di iniziazione al sesso, di divertimento, di tresche politiche, nell’Italia fascista, ondeggiante tra il mito della virilità e il perbenismo piccolo borghese, i casini – ovvero le case di tolleranza – furono un pezzo non trascurabile della società maschile.
Il Duce non gradiva i «casotti» tanto apprezzati dai maschi fascisti che ne furono assidui frequentatori. Dai bordelli ai casini di guerra, alle «case» più amate dai gerarchi: l’Italia fascista vista da una prospettiva inedita.
Una pagina di costume e di storia italiani.

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