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Cesare. Re per il bene di Roma

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COD: ISBN: 9791282370080 Categoria:

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“Si vis pacem para bellum”: questa affermazione non compare in alcun testo dei grandi storici e filosofi romani (Cesare, Cicerone, Sallustio, Livio, Seneca, Svetonio, Tacito, etc..).

Infatti la unicità, l’ineguagliata grandezza della Antica Roma non sta nelle molte guerre vinte, durante la fase democratica (repubblicana) e le molte perse nell’ultima fase imperiale (dalla seconda metà del III secolo d.C.): anche altri imperi possono vantare altrettanto grandi successi, ed altrettanto grandi disfatte, in epoche precedenti e successive. Roma però, diversamente da tutti gli altri imperi, è riuscita a diventare patria comune di innumerevoli popoli e nazioni. La sua capacità di integrare, di trasformare i vinti in vincitori, non si estinse con la fine della democrazia e con l’affermarsi di un regime autocratico ed oligarchico. Ma i cittadini, una volta trasformati in sudditi, privati dei diritti politici, persero la solidarietà sociale, la capacità di mobilitarsi concordi a difesa dello Stato: e prima fu la decadenza, la ridotta capacità di continuare ad espandersi, e poi il crollo, tremendo.

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