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Chiudiamo le scuole!

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In questo provocante libro sono raccolti cinque scritti di Papini apparsi tra il 1909 e il 1914. L’opportunità di riproporre oggi le geniali intuizioni e le incredibili invettive di Papini nei confronti delle istituzioni e della così detta “Scuola ufficiale”, ci pare degno di attenzione, perché le situazioni presentate dall’Autore ormai cento anni fa, sono rimaste pressoché identiche. Le feroci critiche che Papini lanciò contro il sistema scolastico ed educativo del tempo, rimaste pressoché inascoltate, sono a tutt’oggi ancora attualissime. È una voce non solamente di denuncia, ma al contempo una proposta di riorganizzazione dei nostri sistemi scolastici, perché i ragazzi possano finalmente studiare in una scuola adeguata alle esigenze di una società civile. Dice l’Autore in una delle pagine più feroci: «…L’anima umana innanzi tutto. È la cosa più preziosa che ognuno di noi possegga. La vogliamo salvare almeno quando sta mettendo le ali. Daremo pensioni vitalizie a tutti i maestri, istitutori, prefetti, presidi, professori, liberi docenti e bidelli purchè lascino andare i giovani fuori dalle loro fabbriche privilegiate di cretini di stato. Ne abbiamo abbastanza dopo tanti secoli. Chi è contro la libertà e la gioventù, lavora per l’imbecillità e la morte».

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