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England’s holigan army

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Per la metà degli anni ’70, il fenomeno hooligans in Inghilterra era un vortice fuori controllo. Stadi e città venivano divelti, centinaia di lads venivano arrestati ogni weekend e scontenti deputati inneggiavano al Servizio Militare e a pene corporali come deterrente per i delinquenti. Dopo un decennio di disordini, a livello locale il gioco era in ginocchio ma allo stesso tempo l’hooliganismo veniva esportato a livello di club, con sedicenti supporters al seguito di Leeds, Man United, Tottenham e Liverpool tutti coinvolti all’estero in disordini su vasta scala in occasione delle competizioni Europee. La crema della First Division, come veniva chiamata al tempo, era composta da una minuscola elite mentre migliaia di fans delle squadre minori o meno vincenti restavano a casa a guardare con invidia gli altri club Britannici che scendevano in campo in Europa. Altri invece si godevano le riprese delle risse, con posti come Parigi, St Etienne e Roma conquistati da mob di violenti teppisti d’Albione. Con la possibilità minima o nulla per questi club di entrare nelle competizioni UEFA, fu solo una questione di tempo prima che, per le loro avventure Europee, un paio di centinaia di tifosi si accodassero alle partite dell’Inghilterra all’estero. In alcuni anni le poche centinaia divennero migliaia, visto che i match garantivano violenza ed opportunità di guadagnare soldi approfittando dei disordini, delle ruberie e devastazioni che andavano di pari passo ad ogni trasferta. Trent’anni dopo, la questione non è ancora risolta e i supporters dell’Inghilterra sono odiati in tutto il mondo per i problemi causati fin dai primi episodi di esportazione della “Malattia Inglese”.
Di Cass Pennant / Andy Nicholls.pag.428.carta avorio; brossura cucita; copertina plastificata.

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