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I canti del Littorio

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Di Emanuele Mastrangelo.
Il Fascismo forse più d’ogni altro fenomeno politico si è espresso attraverso il canto: dalle canzoni intonate fra le trincee della Grande Guerra a quelle gridate a squarciagola durante le “spedizioni punitive” della fase rivoluzionaria; dall’ innodia quasi religiosa che ha punteggiato ogni iniziativa di massa del Regime al vortice entusiastico di canzoni per l’impresa africana, per finire con il canto rabbioso e sentimentale del crepuscolo di Salò. “Giovinezza”, “All’ armi, siam fascisti!”, “Faccetta nera”, “Le donne non ci vogliono più bene”….canti scritti da soldati per altri soldati, da squadristi per altri squadristi, da italiani per altri italiani.

Brossura, 15,5 x 21,5 cm., pag. 262 con molte illustrazioni b/n nel testo

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