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Il Primato Nazionale n°46 . Tornare potenza

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Tornare potenza: è questo il messaggio che il Primato Nazionale lancia a tutti gli italiani di buona volontà. Tornare potenza per tornare, finalmente, padroni del nostro destino. E cioè quello che, ormai, non siamo più da decenni. L’alternativa, d’altronde, è essere schiavi dell’arbitrio altrui. Ma come è possibile tornare potenza? È a questa domanda decisiva che il mensile sovranista ha tentato di dare una risposta. Anzi, per la precisione, cinque risposte. Perché sono appunto cinque i settori in cui l’Italia ha la possibilità e, insieme, il dovere di tornare protagonista: forze armate, Mediterraneo, digitale, spazio e industria.

Come spiega il direttore Adriano Scianca nel suo editoriale, «la potenza è ciò che “tiene aperta la storia” su diverse possibilità, che non la chiude in una direzione unica, in un percorso già scritto». In questo senso, la potenza deve essere innanzitutto declinata «in chiave rivoluzionaria, antagonista, come attributo di una soggettività contestatrice». È un’«insubordinazione fondante» quello di cui l’Italia ha bisogno, come ricorda anche Valerio Benedetti nel focus: ogni superpotenza, per diventare tale, ha dovuto prima di tutto ribellarsi allo status quo imposto dalla forza egemone di turno. E come specifica sempre Scianca, «la potenza può essere anche la forza creatrice che si abbatte su un potere che si crede eterno e inamovibile. No, la storia non è chiusa, il nostro avvenire non è già scritto, come vorrebbero i tecnocrati di destra (in campo economico) e le Ong di sinistra (in campo antropologico). C’è sempre una possibilità. Tenerla accesa, saper immaginare e incarnare l’alternativa allo stato di cose presente, rifiutarsi di sottostare al ricatto dell’immobilismo, significa sprigionare una potenza».

Per il resto, il Primato Nazionale è come sempre ricco di contributi inediti e approfondimenti. Si parte con un’inchiesta di Francesca Totolo che inchioda i grandi media alle loro responsabilità: per mesi hanno tacciato di «complottismo» qualsiasi ricerca che sostenesse l’origine artificiale del Covid-19; ora che questa ipotesi ha iniziato a guadagnare sempre più consenso, ecco che tutti si sono riallineati al mainstream, senza fiatare. E senza chiedere scusa. Segue poi un approfondimento sulle Comunali, a firma di Adolfo Spezzaferro, con un occhio rivolto in particolare a Roma e Milano, dove il centrodestra si gioca molto del suo futuro politico.

Spicca poi un contributo di Guido Taietti sulla «geopolitica degli Ufo»: mai come in questo periodo la politica internazionale, anche ai massimi livelli, ha parlato dei misteriosi e controversi Oggetti volanti non identificati. Ma che cosa c’è davvero dietro a tutto ciò? Sempre in tema di esteri, Giacomo Garuti fa chiarezza sulle strategie di Bruxelles per imporre in tutto il Vecchio continente le sue politiche favorevoli alle lobby Lgbt: il ddl Zan, insomma, non nasce dal nulla, ma ha una storia lunga complessa. Si segnalano inoltre una bella recensione di Rika, l’ultimo romanzo di Mario Vattani, e un’interessante intervista al giovane Julien Rochedy, ex astro nascente del Front national e oggi youtuber di grande successo. Infine, non può certo mancare la consueta galleria delle rubriche, in cui il Primato Nazionale ospita le penne più affilate del sovranismo italiano: da Vittorio Sgarbi a Simone Di Stefano, da Caio Mussolini ad Alessandro Meluzzi, per arrivare fino a Matteo Brandi, Marco Scatarzi e tanti altri. Chiude il numero la rubrica delle lettere al Primato, curata da Francesco Borgonovo, che risponde (e risponderà) alle domande poste direttamente dai nostri lettori.

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