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Influenza Aviaria

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Nel 1918 un’epidemia di influenza ha ucciso almeno 40 milioni di persone in tre mesi. Ora autorevoli ricercatori ritengono che un’altra catastrofe mondiale sia imminente.

Un virus di stupefacente letalità, conosciuto come H5N1, si sta diffondendo tra il pollame e gli uccelli in genere dell’Asia orientale. E statisticamente uccide i due terzi delle persone che infetta. L’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte che è iniziata una mutazione del virus, tale da condurre inevitabilmente a una pandemia che potrebbe visitare miliardi di case nei prossimi due anni. Dopo l’epidemia del 1918 la ricerca ha fatto ben poco, confidando semplicemente sul fatto che un evento di quel genere non si sarebbe verificato di nuovo. E ancora meno hanno fatto le multinazionali farmaceutiche, che da decenni lottano affinché eventuali vaccini non vengano amministrati direttamente dagli Stati e offerti gratuitamente alle popolazioni. In compenso, la facilità di spostamento, gli allevamenti intensivi e il disinteresse per le possibilità devastanti che si possono scatenare in natura hanno reso il pericolo incombente: il rischio è quello di una pandemia influenzale di proporzioni mai viste prima.

Mike Davis ricostruisce la storia scientifica e politica di un’apocalisse virale nascente, esponendo il ruolo centrale dell’agrobusiness e delle industrie del fast food. In “Influenza Aviaria” si scopre come l’epidemia sia stata favorita dai governi corrotti, che nulla hanno fatto per evitare che si creassero le condizioni ecologiche ideali per il dilagare di questa nuova piaga.

L’autore rivela anche l’assurdità di aver concentrato l’attenzione del mondo su un ipotetico “bio-terrorismo” anziché salvaguardare tutti noi da rischi ben più reali. E tutto ciò a causa di meri interessi economici.

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