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La banca, la moneta e l’usura – La costituzione tradita

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Questo libro, sia pur con un linguaggio molto semplice, ha l`ambizione di far conoscere un aspetto della finanza e dell`economia che è sempre rimasto nascosto nei luoghi oscuri del Palazzo, come qualcosa che non conviene svelare al popolo.
Ed è bene, invece, che il popolo sappia finalmente che lo Stato ha da tempo rinunciato alla propria sovranità monetaria in favore di un ente privato, qual`è la Banca d`Italia: ha rinunciato, cioè, ad emettere moneta propria, con la conseguenza che, per il perseguimento dei propri fini istituzionali, è costretto a chiedere in prestito “oneroso” le necessarie risorse finanziarie, indebitandosi nei confronti dell`Istituto di emissione.
Ed è bene che sappia anche che questo inutile indebitamento si trasferisce necessariamente ai cittadini mediante la pressione fiscale.
Pertanto, il popolo si ritrova debitore di quella moneta di cui, invece, dovrebbe essere proprietario.
La lettura di questo libro può legittimamente consentire al lettore di trarne motivo per due constatazioni: la prima, di natura giuridica, che il potere monetario di Bankitalia e il Trattato di Maastricht hanno svuotato la volontà del popolo sovrano”, e perciò si sono comportati in modo chiaramente antidemocratico; la seconda, di natura politica, che nessuna seria riforma di carattere economico-sociale (anche per contrastare i negativi effetti della globalizzazione) avrà possibilità di successo se lo Stato non recupererà preliminarmente la propria sovranità monetaria.

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