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La legione straniera di Mussolini

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«Durante la Seconda guerra mondiale anche l’Italia ebbe una sua “legione straniera”, ma il suo impiego fu una delle tante occasioni mancate sia sul piano militare che su quello politico.»
Tra le pagine poco note della partecipazione italiana al Secondo conflitto mondiale c’è quella relativa ai volontari stranieri che, inquadrati in vario modo nelle Forze Armate, combatterono per la causa del fascismo e dell’Asse, ma non solo. Uomini provenienti da aree diverse e spinti da diverse motivazioni.
Per gli arabi e gli indiani si trattò di passare dalla condizione di prigionieri a quella di membri del primo nucleo dell’esercito di liberazione dei propri Paesi. Nel caso dei serbi ortodossi, schierarsi al fianco del Regio Esercito fu, dopo lo smembramento della Jugoslavia, una scelta imposta dalla necessità di difendersi dalla politica persecutoria dei croati cattolici. Se per i cosacchi, i croati e gli sloveni determinante fu la scelta ideologica della lotta al comunismo, per i dalmati e i maltesi combattere sotto il tricolore significava scrivere con il sangue un’altra pagina del Risorgimento italiano.
Per la prima volta le storie, fatte di sogni e delusioni, di eroismi e atrocità, della «legione straniera» di Mussolini vengono ricostruite e raccontate in modo avvincente e con grande precisione sulla base di una vasta documentazione.

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