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La psicologia del Denaro

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«Il denaro è ‘volgare’ perché è l’equivalente generale, universale; solo il particolare, il personale è distinto; quel che è eguale a molte cose, è eguale alla più bassa di loro, quindi attrae pure la più elevata al livello della più bassa […] La mancanza di qualità del denaro comporta la mancanza di qualità dell’uomo in veste di datore e ricevitore di denaro. Ciò che viene ceduto in cambio di denaro perviene a colui che per esso offre di più, senza riguardo a che cosa e a chi in genere egli sia […] Il fatto che nel traffico monetario una persona abbia il medesimo valore di un’altra, si fonda su di una semplice circostanza: nessuna di loro vale, a valere è soltanto il denaro […]».
Questo scritto di Simmel mira a cogliere i presupposti non-economici dei fenomeni economici: cercando di calarsi al fondo del divenire economico, per comprendere “i valori e i significati ultimi dell’umano nella sua totalità, le potenze più ideali dell’esistenza”, esso tende a guardare il denaro, a guardare nel denaro, ad addentrarsi sino alle sue basi dinamiche generali, originate dal conflitto incessabile tra Vita’ e ‘forma’ — tra Leben e Form. Per Simmel, il denaro è la forma che il Leben assume per manifestarsi nella modernità: la filosofìa del denaro non è né una filosofìa dell’economia, né una filosofia della modernità, ma una “filosofia della vita” in quanto denaro. In altri termini, della potenza del vivere suscitatrice di quella impermanente relazione tra le cose che si configura come “astrazione reale”, il denaro.

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