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La TV di Mussolini

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Questo libro vuole far conoscere al pubblico un fenomeno ancora largamente ignoto: l’esistenza di regolari trasmissioni televisive giornaliere in Italia poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Molti pensano, infatti, che la televisione italiana sia nata con la Rai agli inizi degli anni Cinquanta, ma in realtà gli esordi sono negli esperimenti che l’Eiar effettuò a Roma, Milano e Torino tra il 1939 e il 1940, con tanto di artisti, presentatori, interviste sportive in studio, trasmissioni di film, sketch, commediole, canzoni, imitatori, balletti e concerti. Le grandi aziende elettrotecniche italiane e straniere intuirono l’importanza del mezzo televisivo e iniziarono immediatamente la fabbricazione di televisori a valvole destinati a un piccolo pubblico di gerarchi, docenti, industriali e imprenditori che installarono sui tetti delle tre grandi città italiane le prime antenne per la ricezione delle immagini: non fecero eccezione i Palazzi Vaticani e Villa Torlonia, dimora di Mussolini. La regolare programmazione televisiva del tempo, testimoniata in gran parte sul “Radiocorriere”, riporta tutta una serie di novità assolute per l’Italia di quell’epoca, e sorprendenti ancora oggi: la presenza, ad esempio, della prima, vera “signorina buonasera” del video italiano, rintracciata e intervistata appositamente per questo libro. E di uno dei primi presentatori televisivi, che fu Nunzio Filogamo. Non mancano opere relative alla radio, al cinema e al teatro di quegli anni: ma la televisione (a parte qualche paragrafo isolato qua e là) non aveva mai avuto prima d’ora una ricerca di così vasta e documentata portata.

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