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Le madri e la virilità olimpica

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Introducendo questa bella antologia bachofeniana, il suo curatore Julius Evola avverte il lettore che non si troverà di fronte a una erudizione fine a sé stessa, ai soliti “occhiali senza occhi”, ma a una profonda intuizione e una efficace rappresentazione del significato spirituale dell’Antichità classica. In Italia, sin dal 1934, nella sua Rivolta contro il mondo moderno è Evola il primo a confrontarsi seriamente con Bachofen. Nel capitolo di Rivolta dedicato alla “Civiltà della madre”, Evola rinvia espressamente alla lettura del Mutterrecht (il Matriarcato), di Bachofen. L’influsso di quest’ultimo scritto è pure evidente nelle pagine evoliane sull’“Ellade dorica”, mentre in quelle sulla “Romanità nordica” si rimanda il lettore allo studio della Sage von Tanaquil (La leggenda di Tanaquilla). Nel 1941, in Sintesi di dottrina della razza, Evola dispiega la propria miglior attitudine contemplativa nel definire, secondo canoni bachofeniani, le tipologie umane tellurica, afroditica, amazzonica, demetrica, dionisiaca, eroica, solare. Ma solo nel 1949, con la presente antologia apparsa per i tipi di Bocca, il lettore italiano dispone di un adeguato quadro ricognitivo delle ricerche di Bachofen. Appunto ne Le Madri e la virilità olimpica, viene proposta una scelta ampia e significativa delle principali considerazioni dello studioso svizzero. Accanto alla “Introduzione” a La leggenda di Tanaquilla, si ritrova qui la “Prefazione” a Il Matriarcato – con la fondamentale teoria delle corrispondenze cosmiche e del simbolismo naturale della Terra, della Luna e del Sole –, assieme a passi, come quelli su “La vita segreta del circo” (tratti dal Simbolismo funerario degli Antichi), che suggeriscono la connessione tra la simbolica del Bachofen e la dottrina romantica della polarità universale.

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