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Lo Stato sociale nel Ventennio

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Michele Giovanni Bontempo è giurista e funzionario del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Lo Stato sociale nel Ventennio scrive un saggio che intende descrivere il cambiamento della società italiana negli anni che videro la nascita e l’affermazione del fascismo (anni durante i quali, come afferma l’autore stesso, nasce il cosiddetto made in Italy) e far emergere il contributo che questo diede a tale trasformazione, soffermandosi soprattutto sulle leggi e i provvedimenti che portarono l’Italia a possedere uno dei più avanzati regimi di Stato sociale del periodo.
Il lavoro di Bontempo inizia con un rapido esame della società e dell’economia italiane così come erano emerse dalla prima guerra mondiale, allo sbando la prima, praticamente distrutta la seconda.
Su questa premessa l’autore impianta un’analisi lucida e chiara, che restituisce in modo limpido la realtà del tempo e le azioni che il Governo di Mussolini seppe intraprendere per far sorgere, assecondare e, contemporaneamente, governare la tendenza a “fare impresa” che avrebbe salvato l’economia italiana e avrebbe indirettamente generato (o quantomeno facilitato) il cosiddetto boom economico degli anni ‘50 e ’60.
Il linguaggio di Bontempo è, al pari della sua analisi, semplice e chiaro, anche quando riporta i dati statistici e tecnici necessari a un saggio come questo. D’altra parte, lo stile di grande comprensibilità utilizzato è consequenziale all’esplicita volontà dell’autore di scrivere con “uno scopo chiaramente divulgativo”, così da rendere noti al grande pubblico alcuni fatti e alcuni avvenimenti che in genere sono poco sottolineati nei libri di Storia.

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