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Memorie d’Africa

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Di Erwin Rommel.Al termine di quell’operazione in Francia, Rommel, che si era distinto per la sua considerevole abilità, venne nominato personalmente da Hitler comandante delle truppe tedesche in Africa. Il Corpo di spedizione tedesco, composto dalla 5ª Leggera (poi rinominata 21. Panzer-Division) e successivamente dalla 15. Panzer-Division, venne inviato in Libia nel febbraio del 1941 in aiuto delle truppe italiane, formando così il celebrei Deutsches Afrika Korps. Fu proprio in Africa che Rommel conquistò definitivamente la sua grande fama di comandante e l’appellativo di “volpe del deserto”. Spese la maggior parte del 1941 riorganizzando le sue truppe e soprattutto quelle italiane, che avevano subito una serie di sconfitte, per mano dei britannici guidati dal Generale maggiore Richard O’Connor. Una prima offensiva tedesca spinse le forze britanniche fuori dalla Libia, ma si fermò poco oltre il confine egiziano, con l’importante porto di Tobruk ancora nelle mani delle forze inglesi. L’attacco tedesco e italiano, improvviso e ben coordinato, prese alla sprovvista le truppe britanniche che nel giro di poche settimane furono respinte oltre il confine egiziano, sulla strada verso Alessandria. L’offensiva italo-tedesca a causa della scarsità dei rifornimenti finì però per esaurirsi nei pressi della piccola stazione ferroviaria di El Alamein, appena un centinaio di chilometri dal Cairo. Rientrato temporaneamente in patria, Rommel ottenne il bastone di Feldmaresciallo e chiese più volte l’invio di nuove truppe. Ma la Germania impegnata sul fronte russo non disponeva più di riserve utilizzabili e così Hitler (che considerava il Medio Oriente un fronte secondario) non accolse le richieste di Rommel (fu inviata solo la 164° divisione di supporto). Gli inglesi, al contrario, avevano provveduto ad un notevolissimo rafforzamento delle loro truppe in Egitto, sapendo bene che un’ulteriore sconfitta avrebbe comportato la perdita dell’Egitto e di tutto il Medio Oriente. La Prima battaglia di El Alamein venne persa da Rommel, decimato negli effettivi e con le linee di approvvigionamento troppo allungate (l’eterna maledizione della guerra nel deserto). Fu in questa battaglia che la divisione corazzata italiana “Ariete” diede prova di grande coraggio meritandosi la stima del feldmaresciallo e degli stessi avversari. I britannici, con le spalle al muro, erano molto vicini ai loro punti di rifornimento, e disponevano di truppe fresche. Rommel cercò ancora di penetrare le linee nemiche durante la Battaglia di Alam Halfa. Venne fermato definitivamente dal nuovo comandante britannico, il tenente generale Bernard Montgomery. Dopo la sconfitta di El Alamein, nonostante le pressioni di Hitler e Mussolini, le truppe di Rommel non riuscirono a resistere e combattere fino a quando non entrarono in Tunisia. Lì giunti, la loro prima battaglia non fu contro l’Ottava Armata Britannica, ma contro il Secondo Corpo d’Armata Statunitense. Rommel affrontò le truppe americane nella battaglia del passo di Kasserine, che ebbe un esito incerto. Rivolgendosi ancora una volta a fronteggiare le forze britanniche, sul vecchio confine difensivo francese della linea del Mareth, Rommel poté solo ritardare l’inevitabile. Lasciò l’Africa dopo essersi ammalato, e gli uomini già al suo comando dopo alcuni mesi dovettero arrendersi, per l’impossibilità di ricevere rifornimenti e rinforzi attraverso il canale di Sicilia ormai completamente controllato dagli alleati. E’ da ricordarsi questa sua frase riguardo i soldati italiani: “Sono straordinari, coraggiosi, disciplinati, ma mal comandati ed equipaggiati.”; la stima che Rommel nutriva nei confronti dei nostri soldati è bensì riassumibile in un’altra sua celebre frase: “Il soldato tedesco ha stupito il mondo, il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco.”

Brossura 14 x 21 cm. pag. 302 + 22 foto b/n fuori testo

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