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Mercenari

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“Solo che è stato là può comprendere tutto questo“. Questa una delle testimonianze nel libro di Ippolito Edmondo Ferrario “Mercenari. Gli Italiani in Congo 1960” (Mursia, 2009). Si affronta un tema spesso nascosto alla memoria di questo paese. Argomento scottante, focus scomodo che si preferirebbe chiuderle in un libro. Ecco le storie di vecchi mercenari che, dopo quasi cinquant’anni, si raccontano in queste pagine “senza ipocrisia e senza peli sulla lingua, parlando di sé, della propria giovinezza, dei propri sogni che inseguirono imbracciando il fucile sotto il sole africano“.

Un libro sui mercenari. Il giovane autore, giornalista del “Secolo d’Italia“, affronta un tema difficile e lo da prova di un grande acume giornalistico, cercando notizie dirette dai protsgonisti di quelle vicende in Congo, raccogliendo materiale d’epoca e facendo un collage che rende onore a quell’evento. “L’autore – come afferma Marco Valle, membro della commissione editoria della Regione Lombardia in occasione della presentazione del libro a Milano – ha avuto il merito di riaprire pagine dimenticate, in cui la decolonizzazione ha ricoperto un ruolo molto importante“.

Una storia da non dimenticare. L’autore non ha dubbi: “l’eredità coloniale belga è stata tra le più pesanti con Usa e Urss pronte ad accaparrarsi i beni del sottosuolo“. E manifesta anche le difficoltà iniziali con l’approccio ad un tema così nascosto: “Prima di affrontare il tema non ne sapevo nulla e ho dovuto impegnarmi molto sui pochi libri in circolazione tradotti in italiano“.

Mercenari, una parola scomoda. E’ una parola che suscita sempre molto stupore e imbarazzo. C’è ancora un tabù sul questo termine e su questa professione (perchè di professione in fin dei conti si tratta). Ferrario ci tiene però a sottolineare che quelli del Congo erano soprattutto “italiani che si sentirono pronti a partire“. E nel libro proprio questi mercenari diventano protagonisti con interviste, racconti e resoconti di quella spedizione. Storie incredibili, di umanità varia,variegata, che meriterebbe anche un ulteriore approfondimento. E il libro indaga proprio l’umanità di queste persone per il Congo. Che rappresentava “per molti la continuazione del sogni bellico” anche in coicidenza di un fatto storico senza paragoni come la Guerra fredda che da lì a poco avrebbe spaccato il mondo in due poli politici e geografici.

Ippolito Edmondo Ferrario, classe 1976, scrittore e giornalista del “Secolo d’Italia“, vive e lavora a Milano. E’ autore del saggio Triora Anno Domini 1587. Storia dela stregoneria e del Ponente ligure e dei romanzi “Il Pietrificatore di Triora“, “Il collezionista di Apricale“, “Le notti gotiche di Triora“. Con Mursia ha pubblicato, insieme a Gianluca Padovan, “Milano sotterranea e misteriosa” (2008).

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