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Muri in camicia nera

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“Bisogna dare la massima fecondità ad ogni zolla di terra”.
“Credere – Obbedire – Combattere”.
“Vincere!”
A chi non è mai capitato di leggere, magari sbiadito e funestato dal tempo trascorso, un motto mussoliniano come questi, su qualche cascinale di campagna o miracolosamente illeso su
un’abitazione privata all’ingresso d’un paese?
A cavallo degli anni ’30 l’intera Penisola divenne un muro da affrescare ed oggi, dopo 70 anni dalla caduta del Regime Fascista, nonostante mezzo secolo di pioggia, grandine, tinteggiature, estati torride e tentativi di cancellazione tramite gesso, calce o vernice a basso costo, i motti fascisti riemergono dall’oblio e fanno bella mostra di sé, prendendosi beffe della Democrazia e delle sue leggi di rimozione.
Di questa straordinaria testimonianza di storia minore d’Italia, si pubblicano libri, si diffondono foto, si discute su internet. Si trovano continuamente nuovi amatori del tema, nuovi romantici della parola scritta che si cimentano e si combattono tra conservazione e damnatio memoriae… Questo libro – partendo da esperienze personali dell’Autore, fin da piccolo portato all’attrazione morbosa verso i graffiti e, via via crescendo, – tratta della genesi di questa straordinaria forma di propaganda, dalla selezione dei motti estrapolati dai discorsi di Mussolini fino alla stesura sull’intonaco e le loro tecniche di realizzazione.
Circoscritto per facilità di ricerca alla regione Abruzzo (per motivi che l’Autore stesso indica nel capitolo introduttivo) il testo spazia dallo studio di tale strumento politico d’indottrinamento delle masse, all’analisi dei documenti storici dell’Archivio Centrale dello Stato e d’Abruzzo; senza tralasciare la campagna per la defascistizzazione dell’Italia (successiva alla liberazione) e le scritte vergate sui muri per i referendum Monarchia-Repubblica o delle Classi in partenza per il militare o la Guerra.
Il libro è largamente dotato di fotografie originali (oltre 140) che ritraggono i motti sopravvissuti sulle facciate delle case, oltre a monumenti, targhe commemorative e quant’altro resistito fino ai giorni nostri dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
L’obiettivo manifesto di questa pubblicazione – per bocca dello stesso Autore – è quello di stimolare una discussione che porti al censimento e quindi alla tutela e conservazione di questo diffuso
patrimonio storico comune.

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