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Populismo

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La Brexit in Inghilterra, l’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti, il crollo del consenso ai partiti storici in Francia nonché la vocazione maggioritaria di movimenti politici non istituzionali in Italia, in Spagna e in altri Paesi occidentali, dimostrano la centralità del fenomeno populista nel nostro presente.

La diffidenza crescente, in fasce di popolazione sempre più ampie, verso i partiti, il ceto politico e le classi dirigenti a beneficio di movimenti definiti “populisti”, è indubbiamente il fatto più rilevante delle trasformazioni del panorama politico avvenute negli ultimi decenni.

La distanza tra il popolo e la nuova classe dominante aumenta sempre di più e la disaffezione al voto si sta trasformando in una vera e propria astensione di massa. Ovunque emergono nuove divisioni, a rendere superata la vecchia contrapposizione destra/sinistra, che lascia il posto a un contrasto in divenire tra la richiesta di partecipazione e la deriva oligarchica dei governi, tra le culture comunitarie e l’individualismo liberale.

Ma che cos’è esattamente il “populismo”?

Un sintomo della crisi generale del principio di rappresentanza e legittimità delle istituzioni? Un’ideologia? Una mentalità e uno stile politico?

Oppure è fondamentalmente la manifestazione di una richiesta di democrazia, di fronte a governi tecnocratici che pretendono paradossalmente di “governare senza il popolo”?

A tali domande risponde quest’opera di Alain de Benoist, che parte dall’attualità più immediata per individuare le poste in gioco politiche, sociologiche e filosofiche di un dibattito fondamentale per comprendere il passaggio epocale cui stiamo assistendo.

La Brexit in Inghilterra, l’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti, il crollo del consenso ai partiti storici in Francia nonché la vocazione maggioritaria di movimenti politici non istituzionali in Italia, in Spagna e in altri Paesi occidentali, dimostrano la centralità del fenomeno populista nel nostro presente. La diffidenza crescente, in fasce di popolazione sempre più ampie, verso i partiti, il ceto politico e le classi dirigenti a beneficio di movimenti definiti “populisti”, è indubbiamente il fatto più rilevante delle trasformazioni del panorama politico avvenute negli ultimi decenni. La distanza tra il popolo e la nuova classe dominante aumenta sempre di più e la disaffezione al voto si sta trasformando in una vera e propria astensione di massa. Ovunque emergono nuove divisioni, a rendere superata la vecchia contrapposizione destra/sinistra, che lascia il posto a un contrasto in divenire tra la richiesta di partecipazione e la deriva oligarchica dei governi, tra le culture comunitarie e l’individualismo liberale. Ma che cos’è esattamente il “populismo”? Un sintomo della crisi generale del principio di rappresentanza e legittimità delle istituzioni? Un’ideologia? Una mentalità e uno stile politico? Oppure è fondamentalmente la manifestazione di una richiesta di democrazia, di fronte a governi tecnocratici che pretendono paradossalmente di “governare senza il popolo”? A tali domande risponde quest’opera di Alain de Benoist, che parte dall’attualità più immediata per individuare le poste in gioco politiche, sociologiche e filosofiche di un dibattito fondamentale per comprendere il passaggio epocale cui stiamo assistendo.

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