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Primato Nazionale n°30 – Il Virus dell’ antirazzismo

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Alla fine il coronavirus è arrivato anche in Italia. E il governo giallofucsia si è fatto trovare completamente impreparato ad affrontare l’emergenza. Tra i tanti motivi che hanno portato a questo cocente fallimento, ce n’è uno di natura squisitamente ideologica. Mentre l’epidemia si estendeva a macchia d’olio per tutto il pianeta, i globalisti non hanno fatto altro che minimizzare la minaccia e, per l’occasione, hanno inventato l’ennesimo nemico immaginario: il «virus del razzismo». Invece di approntare misure di prevenzione e di informare adeguatamente i cittadini, i globalisti non hanno trovato di meglio da fare che trangugiare involtini primavera in diretta tv. Basti pensare all’ineffabile Corrado Formigli, che si è per questo meritato la copertina del nuovo numero del Primato Nazionale.

Il problema, insomma, non era il Covid-19, ma la «sinofobia», ossia il razzismo contro i cinesi. Naturale che, con queste deliranti premesse, il governo Pd-M5S sia stato travolto dall’emergenza coronavirus. «La nostra classe dirigente finisce per considerare qualsiasi cosa, letteralmente qualsiasi cosa, preferibile all’accusa di razzismo», scrive il direttore Adriano Scianca nel suo editoriale. E così, l’adozione di misure tardive e spesso anche contraddittorie non poteva che portare la morte anche in Italia. Perché, come specifica nel focus Davide Di Stefano, «di cialtroneria si può anche morire».

Ma non c’è solo il coronavirus a dominare le pagine del nuovo numero del Primato Nazionale. Tra i tanti contenuti, è da segnalare ad esempio un’inchiesta di Francesca Totolo su altre «vittime del politicamente corretto»: migliaia di giovani britanniche stuprate e torturate da gang islamiche agenti nel Regno Unito, con la polizia di Sua Maestà che ha deliberatamente insabbiato le prove «per non alimentare tensioni razziali». Da menzionare è anche uno speciale sul fallimento del femminismo, dalla caduta del MeToo all’ultima frontiera delle bufale rosa: il gender pay gap, ossia la «discriminazione salariale di genere». Oltre poi alla galleria delle rubriche e ai consueti approfondimenti culturali (tra cui spicca un omaggio a Pio Filippani Ronconi), questo mese il Primato Nazionale ha intervistato in esclusiva Vittorio Feltri. Una lunga chiacchierata in cui il «guastatore del giornalismo italiano» si è confessato a tutto campo, ritornando sulla vicenda della sua candidatura al Quirinale e non risparmiando bordate a Conte, Mattarella e a tutta la sinistra italiana.

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