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Primato Nazionale n°35

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Ad alcuni potrà sembrare un argomento di nicchia. Ma, a rifletterci bene, non lo è affatto. Stiamo parlando dei supereroi dei fumetti, a cui il Primato Nazionale ha dedicato la copertina di questo mese. Dopo averli snobbati per decenni, con tanto di accuse di «fascismo», ora la sinistra sta tentando di mettere il suo cappello sugli «eroi di carta» che giganteggiano nella cultura pop. L’operazione è stata lanciata su vasta scala: non solo vengono create storie surreali con supereroi transessuali che difendono i diritti Lgbt o con Capitan America che viene trasformato in afroamericano, ma si è addirittura iniziato ad appiccicare l’etichetta antifascista anche su figure che con l’antifascismo hanno poco o nulla a che fare.

Per questo motivo l’articolo di Carlomanno Adinolfi che apre il focus del Primato Nazionale porta un titolo sì provocatorio, ma tutt’altro che azzardato: «Spiacenti, cari compagni, i fumetti sono camerati». Dai supereroi Marvel alle graphic novel di Frank Miller, da Batman a Thor, da Tex Willer a Tintin, da Capitan Harlock a Ken il guerriero e a tutta la cultura dei manga giapponesi, in effetti, l’immaginario che i fumetti veicolano rappresenta un bel pugno nello stomaco per il pensiero unico oggi dominante.

Oltre al focus dedicato ai fumetti e alla «caccia ai supereroi», il Primato Nazionale offre come di consueto una ricca scelta di approfondimenti culturali. A cominciare dalla folta galleria delle rubriche che raccoglie le firme più prestigiose del sovranismo italiano, da Vittorio Sgarbi a Simone Di Stefano, da Alessandro Meluzzi a Diego Fusaro, da Francesco Borgonovo a Caio Mussolini. Per quanto riguarda gli approfondimenti, sono da segnalare un articolo sul Giuseppe Ungaretti fascista (M. Bernardi Guardi), la recensione di una biografia choc di Adolf Hitler scritta da un docente di Cambridge (V. Benedetti) e un contributo di Gabriele Adinolfi sulla strage di Bologna: dopo 40 anni esatti da quella tragedia, e con le prove inconfutabili che la «trama nera» fu frutto di depistaggi, è arrivato il momento di rimuovere quella targa che parla di strage fascista.

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