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Voci contro vento

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Per conoscere la storia della Destra degli anni ’70 è indispensabile conoscere anche la musica alternativa, le canzoni che scrivevano i giovani militanti, che venivano trasmesse dalle radio di destra e che venivano cantate prima o dopo i comizi o in manifestazioni varie.
Questo libro + cd consente di conoscere la stagione della musica alternativa (e la giovane destra degli anni ’70) ripercorrendone la storia attraverso testimonianze (poche), interviste e articoli dell’epoca (molti) e soprattutto le canzoni (380 testi nel volume e 150 brani in formato mp3 nell’indispensabile cd allegato).
Una storia illustrata (più di 200 tra foto, copertine, manifesti e giornali) delle canzoni scritte da militanti del Fronte della Gioventù e del Fuan tra il 1974 e i primi anni Ottanta (più qualche predecessore negli anni Sessanta), per raccontare la cronaca e la vita quotidiana nella stagione degli “anni di piombo” e della “guerra civile” a bassa intensità, divisi fra l’impegno politico e i sentimenti di amore e di rabbia, i morti da piangere e le inchieste giudiziarie, le speranze e i sogni, l’anticomunismo e l’Europa Nazione.
Canzoni contro la logica di Yalta che aveva diviso il mondo tra Usa e Urss con il blocco comunista che dominava i Paesi dell’Est del Vecchio Continente dove libertà era una parola proibita e il Muro di Berlino il simbolo dell’oppressione.
Una storia che parte con “Berlin” di Leo Valeriano dell’autunno 1965 e finisce con la morte di Carlo Venturino degli Amici del Vento nel dicembre 1983 che assieme all’album “Terra di Thule” della Compagnia dell’Anello ha sancito la conclusione di una fase storico-musicale.
Canzoni di oltre 40 fra gruppi e cantautori, ma dieci sono le colonne portanti: Gruppo Padovano di Protesta Nazionale che ha poi dato vita alla Compagnia dell’Anello, Janus, Amici del Vento, Nuovo Canto Popolare, Roberto Scocco, Fabrizio Marzi, Zetapiemme, Atellana e Michele Di Fiò, l’unico ad aver tentato di inserirsi nel normale circuito discografico.
Canzoni diffuse dalle prime radio libere (quasi un centinaio quelle di destra) e protagoniste dei tre Campi Hobbit (il primo raduno nel 1977 ebbe un impatto “rivoluzionario”, sfatando tanti luoghi comuni sulla destra).
La musica alternativa non è un genere preciso, al suo interno si spazia dagli Janus, che facevano del buon rock progressive con incursioni nell’hard, curando molto la musica e meno i testi, agli Atellana che recuperavano le tradizioni popolari come il Canto dei Sanfedisti (“Sona, sona, sona carmagnola”) e il Canto delle Lavandaie del Vomero, canto napoletano del XIII secolo. Poi a parte la musica celtica e le atmosfere medievaleggianti della Compagnia dell’Anello (fantasy anche nel nome tratto da “Il Signore degli Anelli” di Tolkien, un “cult” per la Destra anni ‘70), gli unici ancora in attività, per tutti gli altri (Lombroni, Scocco, Amici del Vento, Zetapiemme, Marzi, Di Fiò ecc.) i punti di riferimento sonori sono i cantautori tra ballate, un po’ di rock e brani in perfetto stile cabaret dove con l’ironia si mettevano alla berlina gli avversari, evidenziandone le contraddizioni. Canzoni “contro vento” che giravano al di fuori dei canali commerciali e costituiscono realmente una cultura “underground”, tramandata oralmente o in modo artigianale e semiclandestino, utilizzando vecchie registrazioni, essendo da molto tempo esauriti i dischi e le cassette originali.
Un fenomeno minoritario che ha comunque interessato qualche milione di italiani.
Un patrimonio storico e culturale che non poteva andare perso (oggi conservato da Lorien, l’archivio storico della musica alternativa) e che bisogna conoscere per poter capire la destra di ieri con un occhio all’oggi e uno sguardo al domani.

GLI AUTORI
Federico Gennaccari, giornalista. Si occupa di politica e di musica dal 1990. Sulla storia della Destra ha scritto “Italia Tricolore 1946-1989”. Socio onorario della Lorien.
Claudio Volante, appassionato e collezionista di musica alternativa. Socio fondatore della Lorien. Cura il sito internet dell’Archivio Storico della Musica Alternativa.
Guido Giraudo, giornalista. Già vicedirettore del “Candido”. Ha fatto parte del gruppo Amici del Vento dal 1976 al 1996. Sulla destra degli anni ’70 ha scritto “Sergio Ramelli. Una storia che fa ancora paura”. Ideatore e presidente dell’associazione culturale Lorien.

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