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White Guilt

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COD: ISBN: 9788885574182 Categorie: ,

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In queste pagine è richiamato, senza filtri, il più controverso tabù dell’Occidente multietnico: il razzismo contro gli europei e i loro discendenti. Che sia auto-inflitta dalle élite culturali della sinistra progressista o perpetrata nei bassifondi delle periferie più desolate, questa forma di discriminazione colpisce quotidianamente milioni di individui, ai quali viene contestato un peccato originale: essere bianchi.
Dalle metropoli americane alle banlieue parigine, dalle fattorie del Sud Africa ai fiordi della Scandinavia, dalle aule parlamentari ai salotti televisivi, dalle cattedre universitarie alla stampa patinata: la cronaca degli eventi, rigorosamente censurata dai media mainstream, assume i tratti di un’ecatombe silenziosa.
Emanuele Fusi compie un viaggio nei meandri di questa isteria progressista che – dietro la maschera dei “diritti civili” – cela una pericolosa tentazione auto-razzista, pronta a ridisegnare i parametri della democrazia e ad operare evidenti cortocircuiti culturali: buona parte degli attacchi in questione, infatti, proviene da un’intellighenzia occidentale che appartiene – etnicamente parlando – al medesimo ceppo delle sue vittime.
L’autore passa in rassegna gli interventi di moltissimi esponenti impegnati in questa feroce opera di etno-masochismo: accademici e opinionisti di sicura fama, giornalisti ed esponenti politici di primo piano, magnati della finanza internazionale e stelle dello spettacolo. Quella in atto – a giudicare dai curriculum dei protagonisti – è una forma di razzismo autorizzata e “politicamente corretta”, che nessuno denuncia e condanna.
Il “pensiero unico” – in linea con l’omologazione planetaria tesa a sradicare ogni forma di identità – sembra porci dinanzi ad una scelta drammatica: il meticciato universale o la meritata estinzione.

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