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“Parlo con Bruno”

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Questo libro si presenta come una lettera che il padre scrive al figlio morto, ripercorrendo le fasi della sua breve ma intensa vita.

Bruno, fin da piccolo, si è subito manifestato per la sua intelligenza e vivacità. Nato il 22 aprile del 1918 a Milano, crebbe con l’educazione tipica della gioventù del ventennio. Veniva attratto da tutto ciò che stimolava il suo spirito agonistico, soprattutto lo sport e la velocità. A scuola aveva ottimi profitti, senza sacrificare tutto il tempo allo studio. A 10 anni sapeva già guidare una moto, a 15 un’auto; a 17 anni, prese il brevetto di volo.

La passione per il volo caratterizzò quasi tutta la sua vita: partecipò con il fratello Vittorio alla campagna d’Africa; nel ’37 operò il suo primo volo su grandi distanze nella gara Istres-Damasco-Parigi , ottenendo un ottimo risultato; nel ’38, assieme al suo equipaggio “i sorci verdi”, compie la trasvolata oceanica in tempi record e viene accolto a Rio de Janeiro da una folla di 300 mila persone. Volle sempre essere trattato e rispettato per i sui meriti e non per essere il figlio del Duce. Ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il Diploma alla medaglia militare spagnola per la guerra di Spagna. Ideò e realizzò il LATI (Linee aeree Transcontinentali Italiane), una linea aerea tra Italia e Brasile per il trasporto di merci e persone.

Allo scoppio della guerra, dopo qualche bombardamento aereo, si dedicò allo sviluppo dei veivoli militari fino all’incidente dove trovò la morte all’età di 23 anni.

Il libro è carico di sentimenti e stati d’animo. La voce che odiamo tra le sue righe non è quella virile ed imponente del Duce dell’Italia che parla alle folle oceaniche, bensì quella malinconica ma orgogliosa di un padre ferito dalla perdita del figlio.

Durante la lettura la mente vien spesso trasportata in una piccola stanza dove si scorge, illuminato da una candela, l’autore mentre riporta su carta le parole rivolte al figlio

Anastatica esattamente fedele alla prima edizione originale del “Popolo d’Italia” del 1941.

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